Hai ricevuto diagnosi di diabete gestazionale o stai per eseguire l’OGTT (ossia la curva da carico di glucosio) e mille domande si affacciano alla tua mente: di cosa si tratta? Quali sono le cause e quali rischi comporta per mamma e bambino? Come viene trattato? Vediamo insieme le risposte a tutti questi dubbi
Diabete gestazionale: cos’è e sua diagnosi
Il diabete gestazionale è la condizione clinica più frequente in gravidanza (interessa 1 donna italiana su 10). Si tratta di un’intolleranza al glucosio che inizia o viene diagnostica per la prima volta in questo periodo della vita della donna. Solitamente, si risolve con il parto con i valori di glicemia che tornano in range.

In genere non provoca l’insorgenza di sintomi evidenti e quindi è fondamentale la diagnosi che passa attraverso controlli periodici quali:
- glicemia a digiuno (sopra 92 mg/dl richiede ulteriori controlli)
- ecografia che permette di valutare la crescita fetale (un aumento della circonferenza addominale del bambino richiede ulteriori approfondimenti) e la quantità di liquido amniotico (un eccesso di liquido potrebbe suggerire diabete gestazionale)
- curva da carico di glucosio (OGTT) che si esegue tra la 24° e la 28° settimana di gravidanza: glicemia rilevata a digiuno e poi a 60 e 120 minuti dall’assunzione di 75 g di glucosio. È sufficiente 1 solo valore sopra il limite per avere diagnosi di diabete gestazionale
Cause del diabete gestazionale: chi è a rischio?
La causa principale del diabete gestazionale è data da ormoni placentari che aumentano la resistenza all’insulina, provocando un aumento dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia). Quando il pancreas lavora bene, questo non rappresenta un problema: aumenta la produzione di insulina e i valori glicemici restano nella norma. Questo meccanismo invece si inceppa nel diabete gestazionale.
Ma cosa rende una donna maggiormente a rischio di sviluppare diabete in gravidanza? I fattori sono diversi:
- eccesso ponderale: BMI ovvero indice di massa corporea sopra 30
- età: essere sopra i 35 anni
- storia pregressa: chi ha già sofferto di diabete gestazionale in una precedente gravidanza
- familiarità: chi ha parenti di primo grado affetti da diabete mellito di tipo 2
- sindromi: chi è affetta da sindrome dell’ovaio policistico
- etnia con alta prevalenza di diabete: origine sud est asiatica, caraibica, medio-orientale o ispanica
- fecondazione in vitro: probabilmente legato a fattori concomitanti quali età della donna, eccesso ponderale, infertilità
Che cosa succede se si ha il diabete gestazionale?
La diagnosi tempestiva di diabete gestazionale è importantissima per poter operare subito gli opportuni interventi: solitamente una correzione dello stile di vita a livello di alimentazione e di attività fisica è sufficiente. Nei casi in cui ciò non avviene si ricorrerà alla terapia con insulina.

Se non adeguatamente corretta, però, tale condizione comporta per la mamma alcuni rischi:
- gestosi o preeclampsia: ipertensione arteriosa unita a presenza di proteine nelle urine
- parto cesareo: dovuto alla macrosomia fetale (un feto con peso alla nascita superiore a 4-4.5 kg oltre a rappresentare una causa di distocia di spalla del feto, aumenta la probabilità per la donna di andare incontro a lacerazioni perineali importanti e/o emorragie post-partum)
Inoltre, anche se di norma tale condizione si risolve con il parto, le donne con diabete gestazionale presentano un aumentato rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, anche a distanza di anni, e presentano anche un maggiore rischio cardiovascolare.
Sono quindi fondamentali i controlli successivi, primo tra tutti l’OGTT da effettuare dopo 6-13 settimane dal parto. E naturalmente la donna dovrà essere attenta a mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato a livello di alimentazione e di attività fisica
Diabete gestazionale e rischi per il bambino
Una gestione non adeguata del diabete in gravidanza comporta una serie di rischi anche per il feto/neonato:
- macrosomia fetale con tutte le conseguenze descritte sopra
- parto prematuro
- ipoglicemia neonatale
- problemi respiratori
Non solo: il diabete gestazionale ha un pesante impatto epigenetico sulla salute futura del bambino, perché lo espone al rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari ed eccesso ponderale tardivamente nel bambino e poi nell’adulto
Trattamento del diabete gestazionale: quale dieta
Come sempre agire sulla prevenzione è la scelta vincente: le donne in età fertile e intenzionate ad intraprendere una gravidanza dovrebbero essere sensibilizzate a mettere mano ai fattori modificabili che potrebbero portare a un eventuale diabete gestazionale:
- alimentazione (con riduzione dei grassi saturi e incremento dell’apporto di fibre)
- lotta alla sedentarietà
- mantenimento o raggiungimento del normopeso
Qualora invece venisse posta diagnosi di diabete gestazionale il primo approccio è proprio correggere i due pilastri dello stile di vita, alimentazione e attività fisica. In una piccola percentuale di donne tale approccio non è sufficiente per cui è necessario ricorrere alla terapia farmacologica.

I principali accorgimenti da adottare a tavola sono:
- consumare 4-5 pasti al giorno: 3 principali (colazione, pranzo e cena) e 2 spuntini (uno a metà mattina ed uno a metà pomeriggio, in alcuni casi potrebbe anche essere utile inserire uno spuntino prima di andare a dormire)
- seguire un’alimentazione di tipo mediterraneo che garantisce il giusto apporto di tutti i nutrienti necessari a mamma e feto e, grazie alla sua tipologia di dieta a base prevalentemente vegetale, permette di limitare i grassi saturi e coprire il fabbisogno di fibre, entrambi fondamentali per mantenere i valori di glicemia ottimali
- prediligere cereali integrali (pane, pasta, riso e altri cereali in chicco)
- consumare regolarmente una buona porzione di verdure in ogni pranzo e cena
- consumare 2-3 porzioni di frutta al giorno
- alternare le diverse fonti di proteine, in particolare spostando l’accento sul consumo di legumi (ricchi anche di fibre) e pesce (ricco di grassi omega 3 e povero di grassi saturi)
- ridurre il consumo di alimenti ricchi di zuccheri semplici e/o grassi saturi (bevande zuccherate, carni grasse, affettati, formaggi stagionati, prodotti ultra-processati)
Un’alimentazione equilibrata va accompagnata da un moderato esercizio fisico di almeno 150 minuti a settimana (ad esempio camminata veloce o nuoto)
Fin qui la teoria è chiara, ma hai ricevuto diagnosi di diabete gestazionale o temi di riceverla e non sai come tradurre tutti questi consigli in realtà, come calarli nella tua vita quotidiana? Chiamami per una consulenza a questi riferimenti:
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